L’Under 16 in trasferta alla Capitolina: il resoconto

Arriviamo al campo alle 9,30 e siamo alle prese con una mattina buia, carica di pioggia, dove la nostra municipalità ha mobilitato la protezione civile. Non piove e siamo ottimisti.

I nostri ragazzi si cominciano a scaldare in campo sotto una pioggerella leggera, ed ecco il fischio di inizio.

I volti dei nostri tradiscono un misto di ammirazione e voglia di confronto verso questi avversari temuti.

Inizia il gioco : si studia l’avversario e si comincia a combattere.

I giocatori in maglia gialloblù sono ora agili e veloci ora macigni, sono coreografie di muscoli e tendini, di mascelle che si gonfiano.

La loro immagine, con la voglia di affrontare un avversario forte, evoca i gladiatori.

Uno dei nostri dopo poco esce per un colpo alla testa.

La tensione aumenta, il loro pressing è incalzante e noi difendiamo, avanziamo, ma perdiamo palla e la meta avversaria arriva ma non trasformata: 5-0.

Dopo poco un’altra beffa della palla ovale portata da un avversario oltre la nostra linea bianca: 10-0.

Finisce il primo tempo.

Il nostro giocatore sta meglio e scopriamo che ha ricevuto il colpo per sbaglio da un compagno.

Alla ripresa piove di brutto e la palla comincia a schizzare capricciosa dalle mani.

I nostri non mollano, conquistano terreno metro dopo metro, ma gli avversari sono implacabili: si riposizionano con meccanica precisione e ricominciano ad attaccare.

Le mischie si susseguono con respiri pesanti, sudori, pioggia torrenziale, con corpi che spingono e denti che scricchiolano.

Arriva la terza meta avversaria inesorabile al centro dei pali e questa volta è trasformata: 17-0.

Ripartiamo, fatichiamo cercando di costruire nuove azioni e finalmente, con una fantastica intuizione di un doppio calcetto in avanti, i il nostro capitano veloce come un fulmine si tuffa oltre la linea bianca capitolina.

Tra salti, esulti, grida di gioia, i tifosi della Primavera carichi esplodono.

Trasformiamo e il risultato si porta 17-7.

Nonostante una strenua difesa e anche qualche azione interessante la partita si chiude con un’altra meta avversaria finendo 22 a 7.

Giornata è stata EPICA nonostante il clima impietoso.

E ora allo chalet dell’Urc a festeggiare una nostra fantastica mamma che è diventata grande e offre da bere.

a cura di Barbara Gianni

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